Recensioni

Hanno detto di “Un calcio alla guerra”

Un libro che riconcilia con il calcio, fungendo da antidoto alle sue profonde degenerazioni

(Sergio Giuntini, storico dello sport)

Un libro enciclopedico quanto intenso

(Avvenire)

Un catalogo dell’oblio sportivo, un’enciclopedia tascabile della memoria di fenomeni sociali – il calcio e lo sport per esteso – che sanno declinarsi troppo spesso al solo tempo presente

(Minima & Moralia)

Un libro davvero bello, drammatico e straziante in tante sue parti, ma doveroso per far conosce storie che non possono più restare sotto la polvere

(Bibliocalcio)

Hanno detto di “Inter? No, grazie!”

A Davide Grassi il Premio Pubblicista dell’anno

(Corriere della Sera, 4 dicembre 2002)

Pagine di allegre e faziose memorie (…) Un libro affilato, beffardo, tutto da godere per i casciavitt milanisti, tutto da soffrire per i bauscia interisti

(Corriere della Sera)

Caro Grassi, ho ricevuto oggi il libro, e l’ho aperto (l’interista in me gridava “Non farlo!”, ma il giornalista ha avuto la meglio). Ho capito che purtroppo mi piacerà. Chiunque abbia intuito che Juary era un Blissett-bonsai merita rispetto

(Beppe Severgnini su Sportweek, inserto della Gazzetta dello Sport)

Un libro godibilissimo

(Nando dalla Chiesa, scrittore e sociologo)

Dodici euro e cinquanta centesimi spesi bene per questo libro. Grassi, con questo simpatico pamphlet, storicamente documentato con molteplici rivelazioni in materia calcistica, accompagna il lettore nelle vicissitudini passate, presenti e, chissà, anche future dell’Inter. (…) Scorrono veloci, piacevoli, le pagine di questo volume 

(Il Giornalismo, periodico dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti).

Un saggio, riuscito, di ironia cattiva e misurata follia. Grassi regala perle di irresistibile umorismo

(Andrea Scanzi, giornalista e scrittore)

Trovo che il tuo libro sia un gioiello. Ho organizzato anche un reading in casa mia con amici per diffondere il tuo verbo 

(Andrea Scanzi in un’intervista a davideG)

Un classico rossonero: l’autore ha il dono della sintesi, agile e sempre divertente 

(Forza Milan!)

Pur da interista, l’ho trovato molto divertente

(Alberto Figliolia, poeta e giornalista)

Da non perdere il test Smaschera l’interista vicino a te e le dieci partite indimenticabili 

(Leggo)

Un divertente libro che, in chiave ironica, ricorda le numerose disfatte nerazzurre

(La Città)

Finito il libro, spiace che non vi sia più nulla da leggere

(Milanosette)

Hanno detto di “La palla è rotonda?”

Una boccata d’ironia in mezzo a tanta spazzatura calcistica

(Marco Paoliniattore teatrale)

Fa sorridere e riflettere

(Bresciaoggi)

Torna il Gianni Rivera della letteratura calcistica di oggi (…) Grassi è come sempre affilato e ironico, spesso castigatore della moltitudine di vizi e tic che contraddistinguono il popolo pallonaro italico

(Il Mucchio Selvaggio)

Riflessioni come coriandoli al vento, con ironia e provocazione

(La Provincia)

Se con Inter? No, grazie! Grassi ha riscosso un successo strepitoso, con La palla è rotonda? è entrato definitivamente nella scena letteraria nostrana. E’ uno degli autori più interessanti presenti oggi nelle librerie 

(l’Araldo Abruzzese in un’intervista a davideG)

Grassi è una brillantissima e sapida penna

(Il Giorno)

Allo sport si mescola la storia del costume. Il tutto è letto in chiave umoristica, ma assolutamente lucida e veritiera

(Sarah Bocciardi, che ha inserito La palla è rotonda? tra i cento libri fondamentali dedicati al calcio)

In un’epoca in cui il calcio è vissuto in modo esasperato, una cavalcata storico-satirica alle origini del football può risultare piacevole. Così è per il libro di Grassi, un divertente viaggio attraverso un secolo di pallone

(Liberazione)

Una divertente “controstoria” del pallone. Gustosa ma, qua e là, un filo cattivella

(Guerin Sportivo)

Un libro che contribuisce a sdrammatizzare il calcio di oggi

(Radio Sport Network)

Umorismo, ma anche critica intelligente alle degenerazioni del pallone

(Radio Svizzera Italiana)

Si lascia leggere d’un fiato 

(Il Cubo di Tangram)

Aneddoti e ricordi, raccontati con competenza, semplicità e lievità

(Milanosette)

Hanno detto di “Centonovantesimi”

La letteratura calcistica, d’ora in avanti, dovrà fare i conti con Figliolia, Grassi, Raimondi. Tre scrittori, tre poeti, tre appassionati di football (…). Il loro libro è un inno alla memoria, al football inteso come elemento fondamentale della cultura contemporanea

(Darwin Pastorin, giornalista e scrittore)

Gli autori ripercorrono in modo originale la storia del calcio italiano attraverso un compendio ricco di splendide fotografie 

(Gazzetta dello Sport)

Centonovantesimi, ovvero l’anima romantica del calcio

(Adn Kronos)

Fra epica e ironia, i cento episodi si dipanano come un’esaltante cavalcata della memoria

(La Provincia di Como)

Cento partite. Cento emozioni. Tra vittorie inebrianti e sconfitte brucianti. Tra gol determinanti e imprese scolpite nella memoria, nel bene e nel male

(Il Giorno)

Il pregio maggiore di Centonovantesimi è di non fermarsi alle vittorie

(Il Giornale)

Un album da sfogliare per rivivere storie di calcio e vicende anche personali

(L’Indipendente)

Un libro pieno di attenzione e di letteratura, di sensibilità e conoscenza profonda del gioco e del mondo del pallone

(Risveglio Popolare)

Centonovantesimi spiega, a chi se lo fosse dimenticato, perchè il calcio piace così tanto

(Datasport)

Un libro da gustare sino all’ultimo gol, che non potrà certo mancare nelle librerie di tutti gli amanti del calcio

(Il Foglio di Cernusco)

Un avvincente album dei ricordi da sfogliare con nostalgia, scritto da un formidabile trittico di scrittori

(Il Rile)

Il 90° minuto come sinonimo di emozioni

(Quotidiano Sportivo)

I tre autori riescono a dare al calcio l’enfasi e il trasporto che il tempo non cancella 

(La Provincia)

C’era il tutto esaurito la sera della prima presentazione di Centonovantesimi nella sala della Mondadori

Hanno detto del “Diario di una guerra”

Un libro straordinario

(Il giorno)

Le pagine sono consegnate al pubblico dei lettori. Per ritrovarsi nel tempo andato o scoprirlo

(Corriere della Sera)

Un libro per tutti

(Risveglio Popolare)

Uno straordinario documento storico che racconta, con la semplicità dei bambini, la vita e la morte negli anni della guerra

(Novara Oggi)

Un libro per gli appassionati di storia, un testo da conservare come documento vivo. O qualcosa di più: il ricordo di come si forma una coscienza

(Mondo in Tasca)

Alla presentazione, particolarmente emozionante è stato l’incontro del figlio Davide con i personaggi descritti nel libro da suo padre

(La Stampa)

Un documento storico di valore, un vivo spaccato della Milano popolare, dei suoi mestieri e della sua socialità

(E Polis)

Una preziosa testimonianza di un passato ancora troppo recente 

(Corriere di Novara)

Un diario appassionante

(Piazza Meda e dintorni)

L’autore – una persona gentile e riservata, cordiale e alla mano – ha narrato gli ardui anni trascorsi a Milano sotto le bombe e il periodo vissuto da sfollato

(La Zona Milano 6)

Esistono ben pochi altri documenti storici che descrivono la vita in questo periodo di guerra in provincia

(Novara Oggi)

Hanno detto di “Rossoneri comunque”

È una vera e propria antologia di ricordi che spiega le ragioni, non solo affettive, del perché sia bello essere milanisti

(Gazzetta dello Sport)

E’ un libro fazioso, come tutti i suoi pari, in cui il Milan viene raccontato attraverso il filo delle memorie personali, tutte accomunate dall’alternarsi di gioie e drammi di tifosi più o meno famosi

(Il Manifesto)

Il libro vuole essere una provocazione nei confronti dei cugini nerazzurri accusati d’aver costruito sulla loro straordinaria attitudine alla sconfitta, un’immagine pseudointellettuale secondo cui perdere nobilita l’animo e rende democratici 

(Corriere della Sera)

La prima antologia di scrittori di fede milanista è un libro simpatico che dimostra una volta per tutte che anche i milanisti sanno andare oltre il tifo. Ricordando. Fantasticando. Sognando. Una confessione ora ironica, ora dissidente e scanzonata che, pagina dopo pagina, dimostra di essere soprattutto un tributo al nostro tempo e a chi ha saputo scandirlo

(Leggo)

La prima vera antologia di scrittori milanisti

(Forza Milan!)

Si tratta di testi di grande qualità, che hanno restituito fulgore d’immagine a un genere letterario troppo spesso osservato con distacco

(Calcio Gold)

Hanno detto di “Eravamo in centomila”

Un libro pieno di sana nostalgia dato alle stampe da un tridente finemente letterario

(Avvenire)

Storia e ricordi di cento anni di derby

(Rai 3)

Figliolia, Grassi e Raimondi da tempo si sono fatti carico di un compito mica da poco: cercare di ridare al calcio la poesia, la semplicità e la passione, tutte cose che sembra avere smarrito dopo essersi fatto trapiantare il portafoglio al posto del cuore

(la Repubblica)

Ti prende e lo leggi in un fiato

(Gazzetta dello Sport)

Un bel libro

(Il Manifesto)

Un lungo, intenso e vivace romanzo

(Il Giornale)

Non si parla solo di calcio, ma anche di poesia e musica

(Libero)

Un sincero, appassionato atto d’amore nei confronti del derby

(Varese Notizie)

Un vero e proprio romanzo dedicato alla stracitattadina più avvincente

(Il Folio)

In un libro un secolo di passione sportiva milanese

(Omnimilano)

Un libro dalla scrittura gradevole, originale, a volte anche divertente, che si legge veramente tutto d’un fiato

(Zona 9)

Se il libro riesce ad appassionare chi di calcio non intende un’acca, potete immaginare cosa e quanto, di interessante e di vera e propria goduria intendo, ci potranno trovare i tifosi

(Tellus Folio)

Un libro godibile non solo dai tifosi milanesi, ma da tutti gli appassionati

(Mens’s Health)

Un lungo, intenso e vivace romanzo

(Fuoricampo)

Hanno detto di “Milano è rossonera”

Passeggiata per i luoghi milanisti della città in teoria puramente per tifosi, in realtà occasione per considerare con sguardo diverso luoghi di cui magari neppure ci accorgiamo, avendoli sotto gli occhi tutti i giorni

(la Repubblica)

La memoria, ci insegnano Raimondi e Grassi, è un piacevole dovere e il calcio una passione capace di donare consapevolezza

(Avvenire)

Bello e originale, un libro di storia sociale dello sport, come necessita se ne facciano

(Sergio Giuntini, docente di storia dello sport)

Un libro ben scritto, stimolante, con una qualità poetica che può piacere a tutti

(Tellus Folio)

Correte ad acquistarlo, ne rimarrete soddisfatti

(Il Milanista)

Gli autori ripercorrono la storia di Milano intrecciandola con quella del Milan

(Il Giorno)

Hanno detto del libro “L’attimo vincente”

Un libro sincopato, dalla tendenza rapsodica e dai capitoli brevi, con tanta memoria. Grassi è una sorta di rabdomante dell’epifania sportiva

(Andrea Scanzi)

Sky Sport 24

Capitoli estremamente densi di memorie e suggestioni, grazie all’epicità delle storie raccontate e allo stile elegante di Grassi

(Panorama)

Il libro nasce dall’idea che ricordare è importante. Aiuta a comprendere meglio il presente. Anche nello sport

(Il Giorno)

Quando lo sport diventa leggenda, recita il sottotitolo di questo bel libro, ma anche quando lo sport si intreccia con la grande storia

(Corriere dello Sport)

Un libro scritto con precisione, ricco di note, senza errori

(Radio 1 RAI)

Il libro racconta di celebri sportivi le cui gesta si intrecciano con momenti storici e drammatici

(Repubblica.it)

Un appassionante mosaico di sport e letteratura, di vita che diventa leggenda

(I quotidiani veneti del Gruppo Espresso)

Date, storie, personaggi: perché per capire il presente bisogna conoscere il passato

(Tuttosport)

Un viaggio nello sport, capitoli brevi che descrivono la linea sottile tra successo e fallimento

(Guerin Sportivo)

ttimi dilatati, fermi immagini di momenti irripetibili che hanno come cornice momenti importanti e drammatici del nostro tempo. L’attimo vincente è un puzzle di momenti decisivi, ma in fondo è anche la nostra storia

(Metro)

Uomini e imprese che l’autore ha il pregio di tratteggiare senza perdersi in fronzoli inutili, ma spesso centrando in poche battute quel momento particolare, quell’attimo vincente, appunto, che li ha resi immortali 

(Fox Sports)

Hanno detto del libro “Il derby della Madonnina”

Un puzzle esauriente ed intigrante, arricchito dalle emozionate prefazioni di chi il derby l’ha vissuto in campo

(Corriere dello Sport)

Un libro che ricostruisce un secolo di sfide stracittadine

(La Repubblica)

Quella del berby – e quindi questo libro – è una storia dal finale sempre appassionatamente aperto

(Panorama)

Resta la passione di cui questo libro ripercorre la storia, raccontando i derby più avvincenti e i protagonsti più famosi

(Il Foglio)